Come tutti i piccoli paesi provinciali, anche Sedini ha i suoi cibi tradizionali, e ognuno di essi ha una propria lavorazione. Qui sotto verranno elencati alcuni cibi tipici di questo paese:
IL PANE
In antichità il pane era un alimento essenziale, in quanto per alcune persone rappresentava l'unica forma di nutrimento, ora vediamo i vari procedimenti alla lavorazione di questo alimento. La prima operazione da compiere era quella del vaglio della farina, che veniva raffinata attraverso appositi setacci. Dopo varie operazioni si ottenevano vari tipi di farina che venivano riposti in appositi contenitori ricavati dalla palma e dal fieno detti "li còlbuli". La notte prima della panificazione veniva preparato il lievito chiamato anche "maddriga di frummentaggiu" ( un pezzo di pasta lievitata). Il lievito veniva sciolto in acqua tiepida e leggermente salata dopodichè, veniva impastata con un po di farina, il ricavato andava a finire nella còlbula e veniva coperto con appositi panni. La mattina prestissimo verso l'una o le due si impastava la farina dentro la còlbula e il tutto veniva messo sul tavolo e lo si lavorava con le mani, questo lavoro era molto pesante e si poteva ritenere concluso solo quando l'impasto diventava omogeneo e compatto. Il ricavato veniva diviso in varie parti e ulteriormente lavorato, ed ogni volta vi veniva incisa una croce per favorire la cottura interna del pane. Esistono vari tipi di pane: dalla farina più fine si ottenevano le spianate e le lotturi (corone), dalla farina di seconda qualità mischiata con la semola si ottenevano li lorighi (anelli) tundi e cuazzi (focaccie).
I DOLCI
Tra i generi alimentari i dolci sono quelli più legati alle feste religiose. Infatti come usanza, ad ogni ricorrenza festiva venivano preparati diversi tipi di dolci, che erano più o meno gli stessi che venivano preparati nel resto della Sardegna, le uniche differenze tra di essi stavano nelle denominazioni e nella preparazione degli stessi. Gli ingredienti più utilizzati per la loro preparazione erano principalmente: uva passa, mandorle, noci, miele, mosto cotto, formaggio e aromi vari; da essi venivano ottenuti: papassini, formagelle, cozzuli di pilhtiddhu, biscotti, ozzaddini, frittelle e origliette.
L' ozzaddini: viene sciolto il grasso del maiale in modo da ottenere la ielda, quest'ultima viene pestata, dopodichè gli si aggiunge lo strutto, lo zucchero, la cannella e l'uva passa, l'impasto ottenuto lo si ripone in un recipiente e una volta lievitato lo si mette nel forno. Questo dolce, che si prepara in occasione del Natale, in passato veniva consumato molto più di oggi.
Li
cozzuli di pilh
tiddhu:
si prende un tegame e vi si mette a cuocere
il miele o la saba, il caffè, la scorza
dell'arancia gratuggiata, vanillina, anice, la saporita,
mescolando continuamente si aggiunge la semola sinchè il tutto non
diventa duro. Una volta cotto si
mette il risultato in un altro recipiente e lo si copre con un po d'olio ben
spalmato; una volta raffreddato lo si lavora per allungarlo e viene messo
in alcune strisce di pasta lavorate precedentemente. Fatto
ciò li cozzuli vengono nuovamente messe
a cuocere.
Li frijoli (Frittelle): questo dolce viene preparato in occasione del Carnevale. L'impasto si ottiene con: farina, acqua, zucchero, lievito e arancio grattugiato. L'impasto viene fatto lievitare, dopodichè viene messo nell'olio a friggere tramite un imbuto, in fine si cospargono le frittelle con dello zucchero.
Li
origlietti (Origliette):
anche
questo dolce si
prepara a
carnevale,
per la sua
preparazione si utilizzano i seguenti ingredienti: le uova, la vanillina,
la farina, l'arancio,
il lievito, lo zucchero (dentro e fuori), lo strutto; la sua lavorazione avviene
come quella del pane. Si prende la pasta a pezzi piccoli e la si allunga
sino a farla diventare molto fine, dopo questo
procedimento si prendeva la pasta e ne si formavano delle treccie. A lavoro
finito le si mette a friggere nell'olio d'oliva.
Li
Cajatini (Formaggelle): si preparano solitamente
a Pasqua, gli ingredienti
principali
sono: il formaggio fresco e un po di ricotta, le uova, lo zucchero,
le
arancie grattugiate, l'uva passa e in fine la vanillina. Con l'unione di questi
ingredienti, una volta che l'impasto ottenuto è ben amalgamato lo si
mette nella sfoglia di pasta che viene preparata
con: la farina lo strutto l'acqua e lo zucchero.
La pasta
ottenuta la si lavora bene, poi gli
si dava forma con una tazza o con qualche altro oggetto circolare, poi con
la rotellina si taglia e vi si ripone l'impasto dentro. Fatto ciò si
mettono a cuocere.
Li
papassini:
si
ottengono con i seguenti ingredienti: strutto, uova, ammoniaca, latte, mandorle
uva passa, zucchero, arancie e vaniglia.
Dal miscuglio di questi ingredienti si ottiene un impasto morbidissimo e lo
si modellava con diverse formine di latta: a
cuore, a stella, lunghe, rotonde e a rombo. Una volta cotte vengono ricoperte
di da una glassa. L'acqua, l'albume e lo zucchero sono gli ingredienti principali.
Si fa bollire l'acqua con lo zucchero, una volta ottenuto lo sciroppo si prende
l'albume e lo
si sbatte a neve, poi gli si versa pian piano lo sciroppo e si continua a
sbattere sino a che non si ottiene la cappa, con cui si glassano i papassini.
I biscotti: venivano fatti in occasione dei battesimi, ingredienti: uova, limone grattugiato, strutto, un quarto di latte, un po di ammoniaca, vanillina, un bicchierino di anice e farina. L'impasto ottenuto dev'essere morbido e si utilizzano gli stessi stampi utilizzati per i papassini. Una volta data loro la forma li si prende e si bagna una parte del biscotto nell'anice, poi si butta sopra lo zucchero e si mettono a cuocere.